Sedazione cosciente: vantaggi, controindicazioni, tappe

By 7 Maggio 2018 ottobre 22nd, 2018 Approfondimenti, ITA

La sedazione cosciente è una tecnica che permette di ottenere uno stato intermedio tra la veglia e sonno, mediante la somministrazione di farmaci attivi sul sistema nervoso centrale e dotati di attività ipnotico-sedativa. Si tratta di una tecnica estremamente vantaggiosa nella chirurgia orale, sia per il chirurgo che per il paziente.

Perché si utilizza la sedazione cosciente in uno Studio Odontoiatrico?

Presso lo Studio Odontoiatrico Andrea Parenti a Piacenza si utilizza la tecnica della sedazione cosciente con due obiettivi:

  • riduzione, fino alla scomparsa, del disagio del paziente;
  • consentire all’operatore di lavorare in condizioni di maggiore serenità e di poter concentrare in una sola seduta più procedure chirurgiche pianificate.

Il disagio del paziente può derivare da ricordi di esperienze negative precedenti quali:

  • dolore, conati di vomito, difficoltà a respirare, palpitazioni, svenimenti, reazioni allergiche;
  • fobie;
  • senso di costrizione del faringe dopo l’anestesia locale (ad esempio, anestesia tronculare);
  • reazioni claustrofobiche;
  • paura del buio alla copertura degli occhi;
  • timori legati alla concomitanza di patologie gravi di cui il paziente è portatore e delle terapie complesse che queste comportano.

Tutti questi elementi negativi vengono certamente ingigantiti dallo stato di ansia imminente all’operazione e possono provocare attacchi di panico.

Il colloquio con l’operatore che eseguirà la sedazione cosciente o l’ansiolisi venosa, non è solo il momento di conoscenza di questi aspetti del paziente, ma è anche un’occasione per rassicurarlo. Entrando in sintonia con lui e conquistando la sua fiducia, l’operatore farà capire che le sue paure non sono considerate sciocchezze di cui ridere, ma un problema che si potrà risolvere insieme.

Perché si utilizza la sedazione cosciente in uno Studio Odontoiatrico?

Presso lo Studio Odontoiatrico Andrea Parenti a Piacenza si utilizza la tecnica della sedazione cosciente con due obiettivi:

  • riduzione, fino alla scomparsa, del disagio del paziente;
  • consentire all’operatore di lavorare in condizioni di maggiore serenità e di poter concentrare in una sola seduta più procedure chirurgiche pianificate.

Il disagio del paziente può derivare da ricordi di esperienze negative precedenti quali:

  • dolore, conati di vomito, difficoltà a respirare, palpitazioni, svenimenti, reazioni allergiche;
  • fobie;
  • senso di costrizione del faringe dopo l’anestesia locale (ad esempio, anestesia tronculare);
  • reazioni claustrofobiche;
  • paura del buio alla copertura degli occhi;
  • timori legati alla concomitanza di patologie gravi di cui il paziente è portatore e delle terapie complesse che queste comportano.

Tutti questi elementi negativi vengono certamente ingigantiti dallo stato di ansia imminente all’operazione e possono provocare attacchi di panico.

Il colloquio con l’operatore che eseguirà la sedazione cosciente o l’ansiolisi venosa, non è solo il momento di conoscenza di questi aspetti del paziente, ma è anche un’occasione per rassicurarlo. Entrando in sintonia con lui e conquistando la sua fiducia, l’operatore farà capire che le sue paure non sono considerate sciocchezze di cui ridere, ma un problema che si potrà risolvere insieme.

Sedazione cosciente: una prestazione su misura per ogni paziente

“Sulla poltrona del dentista il paziente non deve stare buono, deve stare bene.”
La sedazione cosciente segue un iter ben preciso che consente di realizzare una
prestazione sanitaria squisitamente su misura per la persona-paziente con lo scopo di garantire una esperienza senza dolore e senza disagio fisico e psichico.
Oltre ad un evidente e gradito stato di benessere che accompagna il paziente per tutto l’intervento, si è verificata una nettissima riduzione delle complicanze post-operatorie comel’edema, gli ematomi, e l’incidenza del dolore.
Grazie a questa metodica, nel corso dell’ultimo decennio, si sono potuti affrontare con tranquillità interventi di complessità e durata crescenti. L’esperienza ci ha dimostrato che si può protrarre la sedazione cosciente, senza alcun problema, ben oltre le 4 ore.

La somministrazione dei farmaci e la presenza di professionisti qualificati

La somministrazione dei farmaci utilizzati per via endovenosa offre maggiori garanzie di sicurezza rispetto ad altre vie di somministrazione ed è consigliata per interventi chirurgici implantari rilevanti.
La sedazione cosciente o l’ansiolisi endovenosa devono essere effettuate dopo
valutazione dello stato fisico e dei fattori di rischio del paziente. Nei pazienti giovani e clinicamente stabili (ASA 1 e 2) la valutazione preoperatoria può consistere nella semplice identificazione della storia clinica e dei farmaci assunti abitualmente. Nei pazienti clinicamente instabili (ASA 3 e 4) ed in quelli affetti da importanti patologie dovrebbe essere consultato uno specialista e valutare il rischio.
L’esecuzione della sedazione endovenosa/ansiolisi deve essere effettuata da:
- un dentista esperto (per quanto riguarda l’ansiolisi);
- da un anestesista (per quanto riguarda la sedazione cosciente);
- con la collaborazione di una seconda figura professionale, qualificata ed esperta nella somministrazioni di farmaci e nel controllo delle funzioni vitali del paziente (infermiera professionale).
Durante l’intervento il paziente è controllato sia con il monitoraggio (che fornisce in tempo reale elettrocardiogramma, pressione, ossigenazione) sia verbalmente, attraverso un contatto tra paziente e personale.
La dimissione deve comprendere l’esecuzione di test per la verifica del recupero completo delle funzioni psicomotorie.

I farmaci

L’ansiolisi deve essere ottenuta privilegiando l’impiego di farmaci ansiolitici. L’impiego di farmaci sedativi può provocare effetti ansiolitici disgiunti e/o minori rispetto a quelli ottenuti con l’impiego dei farmaci ansiolitici.
L’ansiolisi determina una depressione del sistema nervoso centrale tale da:
- rassicurare il paziente;
- permettere che l’intervento odontoiatrico possa essere effettuato con livelli minimali di stress psicologico e fisiologico.
L’AINOS (Associazione Italiana di Narco Odontostomatologia) raccomanda che l’ansiolisi nell’adulto venga ottenuta attraverso la somministrazione per via endovenosa di farmaci benzodiazepinici ad attività ansiolitica prevalente. In questo caso l’ansiolisi consiste nell’induzione di livelli soggettivi di massima tranquillità, intesa come end-point privilegiato fra i diversi effetti farmacologici collaterali dose-dipendente (sedazione, effetto anticonvulsivante, amnesico etc.).
L’ansiolisi endovenosa deve essere effettuata con un solo farmaco.
Può essere preceduta da una pre-sedazione per via orale effettuata con lo stesso genere di farmaci. L’uso delle benzodiazepine a microboli per via endovenosa permette di modulare in modo molto preciso la risposta del paziente, ottenendo in pochi minuti il livello desiderato di sedazione.

Il monitoraggio

Nel paziente sottoposto a sedazione cosciente o ansiolisi endovenosa si devono
monitorare clinicamente e strumentalmente la funzioni vitali.
Durante l’intervento dovrebbero essere approntati specifici provvedimenti allo scopo di controllare continuativamente la persistenza dello stato di vigilanza del paziente e la correttezza delle risposte ai comandi verbali.
E’ richiesto in tutti i casi il posizionamento di un catetere venoso ed il mantenimento della pervietà della via venosa durante il periodo operatorio.
Il monitoraggio consiste nella osservazione clinica del paziente e nella valutazione
strumentale, avendo particolare cura nell’eseguire i seguenti rilevamenti:
- monitoraggio clinico: colore delle mucose, della pelle e del letto ungueale devono
essere valutati in continuazione;
- ossigenazione: la saturazione dell’ossigeno deve essere rilevata e valutata in modo
continuativo mediante pulsossimetro;
- ventilazione: le escursioni del torace devono essere osservate in continuazione.
Quando possibile l’escursione diaframmatica potrà essere rilevata anche
strumentalmente. La valutazione della ETCO2 potrà essere effettuata nei pazienti
con turbe del trasporto della CO2 polmonare;
- circolazione. Deve essere valutata in modo continuativo la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca ed il tracciato ECG. I dispositivi elettronici oggi disponibili
permettono la registrazione simultanea dei parametri cardio respiratori richiesti.
Questo ci permette di verificare costantemente il grado di benessere del paziente e la sua capacità di collaborare col chirurgo.